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Armamentario Chirurgico

Il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie ospita una raccolta di antichi strumenti chirurgici.
Armamentario chirurgico

Responabile: Dott.ssa Simona Valentini


La raccolta dell'armamentario chirurgico è nata per le celebrazioni dei duecento anni dell'insegnamento di Veterinaria a Bologna, nel 1984.
E’ stata migliorata e ingrandita nel 1988 quando l’Ateneo bolognese celebrò il IX centenario.

La maggior parte del materiale raccolto risale al XIX secolo e molti esemplari provengono da fabbriche bolognesi che, in quel tempo, si affermavano sui mercati europei.

Tutti gli strumenti sono molto interessanti non solo per l'importanza storica, ma anche per la qualità del manufatto che affascina per la precisione e la cura della realizzazione. Interessante la serie di sette tenaglie per le estrazioni dentarie nel cavallo, costruite tra il 1832 e il 1889. Preziosa la cassetta completa di Joseph Leiter di Vienna (1888). che contiene: apparecchio per rinoscopia del cavallo, panelettroscopio di Leiter, tubi rinoscopici, rinolaringoscopio di Leiter.

La somministrazione di farmaci agli animali, ad esempio, ha sempre costituito un problema, ed ecco, per i medicamenti liquidi, Monsieur Pradat, proprietario di una coltelleria di Lione, costruisce quello strano apparecchio con una meccanica semplice, ma precisa e ne cura anche l'aspetto estetico rifinendo in modo sobrio, ed elegante, il recipiente per il farmaco, il tubo che entra in bocca all’animale e il rubinetto che fa defluire la medicina.
Ancora, per somministrare pillole o boli, è sorprendente il Pillolifero costruito dal bolognese Bergamini con leggerissimo ottone e impreziosito dall'impugnatura lignea lavorata; si tratta di un lungo tubo che termina con una dilatazione in cui si alloggia il bolo e questo viene lanciato in bocca all’animale da una lunga stecca che scorre all’interno.

Molto interessanti gli strumenti per esaminare l’occhio: oftalmoscopio di Zorawsky (Berlino 1880), oftalmoscopio a Rifrazione Di Badal (1880), lampada Portatile di Priestley-Smith (1880), oftalmoscopio di Liebreich (1885), oftalmoscopio di Rolland (Toulouse 1891).

Il nostro armamentario si contraddistingue per il polimorfismo dell'attrezzatura esposta: alcuni ferri sono identici a quelli impiegati nella chirurgia dell'uomo, altri derivano da quelli opportunamente adattati alle dimensioni e alla morfologia dell'animale.

Nell'armamentario è presente anche una cospicua raccolta di ferri per gli zoccoli del cavallo. Tra gli esemplari più significativi ricordiamo la disferra del Fiaschi (1556), gli apparecchi dilatatori di Lafosse e di Defays (1829), il ferro di Charlier (1863), ecc.

Ricca e sorprendente la storia legata all’arte della ferratura che potrà essere illustrata al momento della visita.

Contatti

Referente museo armamentario chirurgico

Dr.ssa Valentini Simona

Via Tolara di Sopra, 50

Ozzano dell'Emilia (Bo)

tel: +39 051 20 9 7990

fax: +39 051 20 9 7038

Informazioni aggiuntive
Visite guidate su appuntamento.